L’ingresso

“L’androne, pavimentato in cubetti di legno di testa, è sottolineato da due robuste colonne doriche, appena alleggerite da una moderata entasis, tra le quali si articola l’elegante profilo di un cancelletto decorato da volute. L’atrio che segue è coperto da un inconsueto motivo a conchiglia in cui convergono le cornici di stucco della volta a vela. L’apertura sul cortile è delineata da un motivo a serliana che introduce nell’ambiente, inizialmente severo, il trionfo della luce”. [tratto da M.L. Moncassoli Tibone, D. Muzzarini, “Oltre il portone”, Ed. Torino Bella, Torino 1998]
Il portone ligneo è originario del periodo Seicentesco.

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La Corte Interna

Le sobrie proporzioni del cortile interno e la modesta altezza dell’edificio concedono luce e vista a buona parte dei locali che vi si affacciano.

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Il Portone

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Il Parco

Il giardino di Palazzo Cisterna, all’interno del quale Friedrich Nietzsche s’introduceva di soppiatto per dar vita ad ardenti convegni amorosi con la giovane e bella Laetitia Bonaparte, dona viste incantevoli ai locali prospicienti la corte interna, grazie anche alla presenza di un faggio secolare.

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