La Filosofia dell’intervento

L’apparato decorativo dell’antico palazzo Del Carretto di Gorzegno è ancora in fase di svelamento. Modellati a stucco, dorature, apparati lapidei, dipinti ed affreschi alle pareti, soffitti a cassettoni policromi impreziosiscono ancora le superfici del palazzo, pur avendo subito le ingiurie del tempo. Le recenti ricerche storiche hanno permesso di comprendere che le fasi costruttive e decorative più importanti corrispondono a tre momenti storici precisi: la prima coincidente con la costruzione del palazzo per opera di Francesco Giacinto Gallinati, completata nel 1689; successivamente ad una seconda importante trasformazione avvenuta in seguito all’acquisizione del palazzo nel 1768 da parte del marchese Carlo Tete Del Carretto di Gorzegno; infine, ad una fase di rinnovamento stilistico presumibilmente di seconda metà Ottocento, forse per opera del conte Luigi Biandrate di San Giorgio. Al primo momento architettonico appartengono, oltre alla partitura di facciata, gli orizzontamenti lignei con alcune delle belle decorazioni policrome. Le trasformazioni successive, quasi un secolo dopo, comportarono certamente l’obliterazione di alcuni solai lignei con la costruzione di nuovi. A questo momento storico potrebbe essere riconducibile la movimentata architettura a stucchi policromi dell’atrio. Infine è riconoscibile una ricca fase decorativa che abbellisce alcune stanze, connotata da stucchi dorati, caminiere, boiseries e specchiere. L’intervento di restauro, affidato ai restauratori del Consorzio San Luca, prevede di riportare in luce la brillantezza dell’oro zecchino, i colori degli affreschi, quelli dei cassettonati e di liberare gli stucchi dagli strati che nel tempo hanno modificato la qualità dei modellati, operando nell’ottica di un intervento conservativo e in linea con i moderni principi della tutela.

Il Cantiere in corso al Piano Nobile

Gli ambienti interessati dall’intervento sono localizzati al piano nobile, suddivisi in tre saloni di dimensioni rilevanti e tre stanze contigue. In linea generale l’intervento di restauro proposto (a cura dello Studio Vairano di Torino), verificato il buono stato statico-conservativo della totalità delle superfici del piano nobile, prevede attenti e precisi interventi di recupero conservativo allo scopo di riportare in luce le superifici originarie.

Al piano nobile, in seguito all’esecuzione di alcune indagini, è emerso un soffitto cassettonato dipinto celato da un controsoffito in caniccio. La rimozione del controsoffitto ha riportato alla luce la struttura originaria in legno e la fascia decorata sottostante. Con le operazioni di ripristino che verranno messe in atto si recupereranno le formelle e i relativi sostegni lignei. La fascia in intonaco decorato verrà restaurata ponendo particolare attenzione agli interventi di revisione e integrazione cromatica al fine di restituire leggibilità e completezza alle parti attualmente compromesse. Inoltre, in fase di cantiere, è emerso che il muro di separazione tra i due ambienti non era portante e non apparteneva alla fase originaria. E’ stato quindi demolito, insieme ai tramezzi di separazione (indicati in giallo), per ricreare un unico ampio ambiente come quello localizzato alla destra del salone centrale. Rimozione del soffitto voltato (piano nobile), non facente parte dell’impianto originario, e ritrovamento del soffitto cassettonato dipinto originario.

I Restauri ultimati al Piano Terra

Al piano terra sono stati ultimati i lavori di restauro dell’androne e della grande sala caratterizzata da soffitti cassettonati. Nell’androne il restauro ha riportato in luce l’apparato decorativo originale e nella sala il soffitto cassettonato dipinto.

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